Sebbene molte persone (compresi alcuni colleghi e dipendenti di negozi di biciclette) pensino che la messa in sella, in inglese bike-fit, cioè la regolazione della bicicletta sia utile solo per i corridori, i professionisti della mountain bike o chi pratica triathlon, non sono d’accordo.
La maggior parte di chi pratica ciclismo lo fa perché vuole uscire all’aria aperta, godere dei suoi benefici e per divertirsi. E andare in bicicletta significa divertirsi, e non ci si può divertire se non si è a proprio agio, e non ci si può sentire a proprio agio se non si è adeguatamente adattati alla propria bicicletta. Ci dice Balbo.
Balbo è cresciuto facendo gare di biciclette in Umbria, prima di aprire la sua officina e trasferire la sua passione dalla corsa alla meccanica.
In questo articolo abbiamo raccolto i cinque motivi principali per cui il servizio di messa in sella è essenziale e adatto a tutti, soprattutto a chi non è più giovanissimo, e che con gli anni ha perso forza, resistenza e flessibilità, fattori che influiscono sulla coordinazione, sulla stabilità e sull’equilibrio.
Seguendo questi consigli e recandovi da un bike-fitter di grande esperienza come Balbo Scocchetti, potrete iniziare a godervi il vostro tempo in bicicletta e a divertirvi ancora di più.
1. La bicicletta è simmetrica, l’uomo no.
Non deve sorprendere che la maggior parte delle persone presenti asimmetrie anatomiche. Ad esempio, molti, non lo sanno, ma hanno una gamba più lunga dell’altra e ciò può far sì che le ginocchia si inarchino da un lato e non dall’altro; di conseguenza, i ciclisti spesso lamentano disagi, affaticamento muscolare, dolori alle ginocchia o frustrazione per prestazioni non particolarmente buone. E, cosa ancora più preoccupante, aumentano le probabilità di infortunio. L’obiettivo di un bike fitter è regolare la bicicletta per compensare queste asimmetrie.
Con analisi e misurazioni, possiamo identificare queste asimmetrie al millimetro e adattare la bicicletta al ciclista. Probabilmente vi starete chiedendo: ma pochi millimetri da un lato o dall’altro fanno la differenza? Se un ciclista leggermente iperpronato di 5 mm sul lato destro percorre 16 chilometri in 45 minuti con una cadenza media di 70 giri al minuto, la sua gamba destra si è mossa di quasi 17 metri in più rispetto alla sinistra. Quindi sì, fa la differenza.
Immaginate quanto potreste essere più potenti ed efficienti se tutto questo sforzo fosse uniforme.
2. I piedi sono come le fondamenta di una casa.
Pensate a una casa e alle sue fondamenta. La stessa logica si applica al corpo. Poiché i piedi sono le fondamenta del corpo, un piede mal sostenuto ha un effetto a cascata di complicazioni in tutto il corpo. Ad esempio, può causare un disallineamento tra il piede stesso, ginocchio e anca, il che a sua volta può ridurre la potenza e la stabilità durante la pedalata e aumentare il rischio di lesioni.
Il bike fitter identifica le esigenze specifiche di ciascun piede e determina quale stabilizzazione e quale supporto potrebbero essere necessari. Tipo di calzatura, sicuramente ergonomica, comoda, traspirante, e che assecondi al meglio l’appoggio del piede. Decidere se adottare plantari standard o ricorrere a solette personalizzate, e poi pedali e tacchette: ne esistono di varie marche e modelli, con caratteristiche meccaniche e strutturali molto diverse.
3. Il bello che non piace.
La sella spesso è scelta per l’estetica o su consiglio di un amico. È fondamentale trovarne una della larghezza e altezza ideali, oltre che bella.
Se troppo larga o stretta, può causare torsioni delle anche e della colonna vertebrale. Se troppo bassa causa uno sforzo eccessivo sul ginocchio.
Stare seduti su una sedia provoca l’irrigidimento dei tendini del ginocchio.
Se passate per tante ora al giorno siete seduti dietro a una scrivania, potreste aver bisogno di posizionare la sella più bassa.
4. La posizione delle mani.
Collo, mani e spalle vi aiuteranno a verificare che i vostri piedi siano sostenuti, che abbiate la sella ideale e che le tacchette siano orientate correttamente.
In caso di intorpidimento, di solito è sufficiente modificare l’altezza del manubrio alzandolo o abbassandolo, oppure cambiando la lunghezza e l’angolo dell’attacco manubrio.
5. Stile di vita e Il tempo che passa: messa in sella periodica.
Con il passare degli anni, il nostro corpo subisce cambiamenti che richiedono una regolazione costante della bicicletta. La flessibilità e l’adattabilità diminuiscono nel tempo, a causa di logorio, infortuni e stili di vita sedentari. Questi cambiamenti influenzano l’equilibrio e rendono le articolazioni più rigide. Sebbene non ci sia una posizione universale ideale, esistono altezze, arretramenti ed estensioni della sella ottimali per ogni fase della vita. Monitorare il proprio adattamento alla bicicletta è cruciale per regolare continuamente l’assetto e assicurare una guida efficiente, sicura, confortevole e appagante.
Conclusioni
Voi come siete messi? In sella, o state ancora cercando di capire da dove cominciare? Per info e chiarimenti e-mail, telefono oppure venite nel nostro negozio di biciclette a Spoleto, e fate tutte le domande direttamente al bike-fitter Balbo.


